Parrocchia di Piedimulera
domenica 25 settembre 2011
giovedì 13 gennaio 2011
DATE STORICHE:
09 maggio 1763 : atto notarile per erezione della Parrocchia.
19 maggio 1785: posa prima pietra.
1790 fine dei lavori di costruzione
1855 Consacrazione della Chiesa Parrocchiale il 3 ottobre 1855. Dedicazione della Chiesa a S. Giorgio Martire
1823 II bassissimo campanile della “chiesa vecchia” del 1792 fu rialzato con pubbliche oblazioni La sua altezza è di 27 metri.
1837 Fu marmorizzata la Chiesa, nelle colonne e pareti, da Giulio Danielli del quale si vede la firma sotto il pulpito.
1842 Fu ordinato il grande quadro in tela di San Giorgio, del pittore Lorenzo Peretti, e fu applicata la cornice. Attualmente collocato sulla parete absidale dietro l'altare maggiore.
1846 Furono indorati i capitelli con oro fino.
1848 Fu fatto l'organo dalla Ditta Franzetti di Intra.
1862 Fu abbellitala,a stucco,la Cappella del Rosario
1913 Fu provveduta la ricca decorazione con le numerose figure; fu fatto in marmo la parte superiore dell'altare di S. Giovanni Nepomuceno; fu fatta in marmo la nicchia di San Giuseppe simile a quella dell'Immacolata fatta nel 1910; fu fatto in piastrelle il pavimento del presbiterio e il piazzale antistante alla Chiesa,con lastre di pietra.
1913 II 2 agosto 1913 Mons. Giuseppe Gamba, Vescovo di Novara consacra il nuovo altare maggiore della chiesa che ha come titolare S. Giorgio martire.
Chiesa Parrocchiale dei Santi Giorgio e Antonio (Sec. XVII)
Dai dati storici che precedono la costituzione della parrocchia,si ricava che il primo oratorio di Piedimulera accoglieva la devozione della gente per alcuni Santi allora in voga,fra cui ovviamente la Beata Vergine Maria e soprattutto S. Giorgio.
S. Giorgio è il protettore scelto e invocato da tutta la consorteria dei Ferrari ai quali si deve che la devozione si radicasse,oltre che a Piedimulera dove avevano i loro castelli,anche a Vanzone,Ceppomorelli e Prequartera.Si aggiungevano anche altri Santi Protettori dalla peste come S. Sebastiano,S. Antonio Abate e S. Rocco.
Il voto dei Ferrari nella peste del 1585 condusse alla costruzione della prima chiesa vera e propria di Piedimulera,dedicata appunto a S. Giorgio che restò il titolare riconosciuto.
La devozione popolare aggiunse a S. Giorgio nel sec. XVII anche S. Antonio da Padova che venne raffigurato con S. Giorgio ai lati della Beata Vergine Maria nel quadro che tutt’ora si conserva,un tempo sopra l’altare della chiesa di Piedimulera quando questa divenne anche la parrocchiale.In questo passaggio S. Giorgio continuò ad essere il primo e principale titolare della chiesa e della parrocchia di Piedimulera,la devozione popolare aggiunse il contitolare,subordinato,S. Antonio da Padova.
Che S. Giorgio sia da considerare il titolare principale emerge,oltre che dalla storia più antica,anche dal fatto che negli atti di separazione della parrocchia da Pieve Vergonte il giorno di S. Giorgio è l’unico propriamente stabilito per la festa del Titolare e in tale festa doveva essere invitato anche il prevosto di Pieve Vergonte,da cui la nuova parrocchia di Piedimulera si separava,per solennizzare la ricorrenza,mentre nulla si accenna per la ricorrenza di S. Antonio
da Padova.
La navata, ricca di colori e di oro, presenta nella volta quattro grandi medaglioni: la Madonna del Rosario, del pittore Enrico Mariola; S. Giorgio martire, titolare della Chiesa, del pittore Francesco Salietti di Cannobio, S. Antonio da Padova in gloria, del pittore Enrico Mariola; Angelo con il libro dei Vangeli, un volo di angeli invitanti alla preghiera, 1' espressione in latino " qui petit accipit qui quaerit ": chi domanda riceve, chi cerca trova. Autore del dipinto é Giuseppe De Giorgi.
A rendere complete le arcate della navata, stanno ben disposti nelle velette a lato dei quadri centrali, in uno sfondo delicato e vaporoso, dei gruppi di angioletti che, con nastri svolazzanti ci ricordano le Otto Beatitudini» Abbondano le decorazioni e i fregi. Le cappelle in vani alti e maestosi danno ricchezza e leggiadria all'ampia Chiesa, hanno tutte i loro affreschi che s'ammirano nell'alto della lunetta, fuorché la cappella della Madonna del Rosario che è tutta in stucco.
due pulpiti gemelli ai lati dell'arco trionfale sono opera di ebanisti anzaschini del XVIII secolo.
Il pulpito prospiciente alla cappella del Rosario risale alla metà del XIX secolo eseguito da artigiani locali.
Il coro ligneo, databile all'ultimo decennio del XVIII secolo, ha 17 stalli e 5 sedili.
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